A Varsavia la Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici

I summit tra stati per parlare di emergenze legate al cambiamento climatico non mancano mai: si è conclusa da pochi giorni quello di Varsavia: la 19° Conferenza Delle Parti sui Cambiamenti Climatici (COP 19).
E’ dal 1992 (Earth Summit di Rio de Janeiro) che l’ONU prova a far mettere d’accordo i 195 paesi aderenti, sulle azioni da intraprendere per la salvaguardia dell’ambiente, senza ottenere risultati di grande efficacia purtroppo.
Tra le cose che sono state portate a casa in questa occasione c’è un pacchetto di 7 decisioni per la riduzione di emissioni di gas serra da deforestazione e degradazione forestale: il REED+ (questo tipo di emissioni rappresentano il 20% di quelle globali).
Del pacchetto approvato citiamo alcune delle disposizioni decise. Malgrado le aspettative fossero già basse, sono risultati comunque deludenti le risorse che si è deciso di destinare ai paesi tropicali per intervenire nelle politiche economiche nazionali incentrate sul taglio e la vendita di legno delle foreste.
Altrettanto insufficiente è sembrato il complicato sistema di regole e vincoli per i paesi in via di sviluppo sul monitoraggio forestale che ha tutta l’aspetto di essere un modo di far scontare ad altri gli obblighi sulle riduzioni di emissioni decisi da Kyoto che avrebbero invece dovuto responsabilizzare i paesi più industrializzati.
Citiamo infine quella che può essere riconosciuto come il successo più significativo della conferenza: la creazione di un organismo internazionale di coordinamento di supporto al REED+.  L’organismo, oggetto di lunghe contrattazioni, servirà a fornire indicazioni sulla redistribuzione dei fondi in un’ottica di limitazione degli sprechi di risorse pubbliche in favore di un supporto diretto ai paesi tropicali.